IT.A.CA’ – Festival del Turismo responsabile e sostenibile

Descrizione Evento

COMUNICATO STAMPA
IT.A.CÀ LA FOTOGRAFIA

A causa della pandemia che ha colpito l’Italia e buona parte del mondo, la sezione fotografica del festival IT.A.CA’, che avrebbe visto le inaugurazioni a aprtire dal 23 maggio, è stato rimandata al prossimo novembre 2020. Date delle mostre e degli eventi collaterali saranno comunicati a partire del prossimo periodo di settembre - ottobre.
La sezione è curata dall’Associazione TerzoTropico, in collaborazione con Tempo & Diaframma, Galleria Fotografica Paoletti e Millennium Gallery.

L’elenco delle opere presentate rimarrà invariato, quindi avremo la fortuna di poter ammirare le opere di garndi autori:

Alejandro Cegarra presenterà il suo lavoro State of Decay.
Sotto Hugo Chávez, presidente del Venezuela dal 1999 al 2013, il paese ha vissuto il più grande boom economico della sua storia. Il Venezuela ha le più alte riserve di petrolio comprovate al mondo e Chávez è entrato in carica mentre i prezzi del petrolio sono saliti alle stelle negli anni 2000. Chavez ha utilizzato queste entrate per nazionalizzare le industrie chiave ed espandere i programmi sociali come parte del suo piano per una nazione più equa, prospera e sicura. Tuttavia, alla fine della presidenza di Chavez le politiche del suo governo erano insostenibili, portando a un'economia vacillante, aumenti del tasso di omicidi in Venezuela e corruzione continua all'interno del governo. Il suo successore, Nicolás Maduro, ha guidato un paese in declino. I prezzi del petrolio sono crollati nel 2014 e i tentativi di Maduro di proseguire i programmi di welfare hanno portato a spese eccessive del governo e, in definitiva, a iperinflazione, una situazione aggravata dalle sanzioni statunitensi. Le tensioni politiche sono aumentate con la crescente carenza di cibo, medicine e altri elementi essenziali. Le proteste sono molto diffuse e, secondo l'ONG venezuelana Observatorio de Violencia, il tasso previsto di 81,4 morti violente per 100.000 abitanti nel 2018 rende il Venezuela il paese più violento dell'America Latina. Il fotografo riprende la storia nel 2013, a partire dalla morte di Chavez, e mira a raccontare la storia di un paese in rovina dall'interno.


Nadia Shira Cohen porterà in mostra God’s Honey.
Gli apicoltori, guidati da Russel Armin Balan, curano i loro alveari a Tinúm, Yucatán, in Messico. Gli agricoltori mennoniti che coltivano la soia a Campeche, nella penisola dello Yucatán in Messico, hanno un impatto negativo sul lavoro degli apicoltori Maya locali. I mennoniti coltivano grandi tratti di terra nella zona. Gruppi ambientali e produttori di miele affermano che l'introduzione della soia geneticamente modificata e l'uso del glifosato agrochimico mettono in pericolo la salute, contaminano le colture e riducono il valore di mercato del miele, minacciando la sua etichetta "biologica". La produzione di soia porta anche alla deforestazione, poiché la terra viene sempre più utilizzata per l'agricoltura, mettendo ulteriormente a rischio le popolazioni di api.

La rassegna prevede anche la partecipazione di altri importanti autori:

Roselena Ramistella, fotografa siciliana, vincitrice del Sony Award 2018, con la mostra Deep Land.
A partire da maggio 2016 ho percorso i vecchi sentieri siciliani su un mulo, partendo dai N ebrodi, passando per Madonie, Peloritani e fino ai Monti Sicani. La mulattiera è una strada rurale simile a una pista, ma adatta anche alla circolazione di animali da soma. Prima dello sviluppo della moderna rete stradale, era il collegamento e la rotta commerciale tra le città e il terreno agricolo. Fino a una cinquantina di anni fa, i muli avevano un ruolo di primo piano nella vita di campagna è diviso in due parti: ricercare comunità locali che vivono ancora in aree remote e creare una nuova mappa che documenti i resti delle vecchie mulattiere, la prima dagli anni '50.


Gruppo fotografico Mignon di Padova, composto dai fotografi Fatima Abbadi, Ferdinando Fasolo, Giampaolo Romagnosi e Davide Scapin, esporrà il lavoro SAFAR.
La Giordania non è soltanto un luogo fantastico che nutre le nostre fantasie d’avventura; è una terra popolata da tempo immemore da genti di culture diverse che convivono in armonia, ricca d'arte, fatta di sensazioni, sguardi umani, accoglienza, tolleranza, ospitalità. Una terra che sin dall'antichità, grazie alla sua posizione strategica, è stata crocevia di scambi culturali e commerciali, rotta di pellegrinaggi verso La Mecca, teatro di battaglie e conquiste imperiali rimaste impresse nei numerosi siti archeologici. Una terra che è testimone della nascita e dello sviluppo delle tre religioni abramitiche e nella quale ancora oggi, a dispetto di quanto succede in molte altre aree del Medio Oriente, cristiani e musulmani convivono in armonia e nel rispetto reciproco, tanto da rendere questa particolare attitudine alla tolleranza e alla fratellanza uno degli aspetti fondanti del tessuto sociale e identitario del Paese. Ne è testimonianza anche l’accoglienza che i giordani hanno riservato nel recente passato ai profughi palestinesi, che ancora oggi ospitano nella loro terra, e più recentemente a quelli siriani. Queste sono le motivazioni che ci hanno spinto ad intraprendere questo SAFAR ("viaggio" in lingua araba). Tra i tanti punti di osservazione che la Giordania ci ha offerto, siamo stati rapiti in modo particolare da quello costituito dall’incontro con suoi abitanti. Per le strade di Amman, o lungo le numerose rotte che attraversano il deserto, abbiamo scoperto una mescolanza di popoli e culture che convivono in pace e armonia, e siamo stati accolti con generosità, ospitalità, solidarietà: tutti aspetti che richiamano una universale umanità che ancora oggi, purtroppo, è necessario rivendicare.

Dettagli dell'evento

  • Luogo Evento: Da definirsi
  • Data Evento: Sabato, 07 Novembre 2020